MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera C

Chimera, Chirone.

CHIMERA: mostro favoloso, figlia di Tifone e di Echidna. Era stata allevata dal re di Caria, Amisodare, e viveva a Patara.
Secondo la descrizione omerica (Iliade, VI, 181-182) aveva la testa di leone, il corpo di capra e la coda di dragone; dalla sua gola uscivano fiamme e col suo alito (molto pesante) seccava tutta la vita vegetale.
Il re di Licia, Iobate, ordinò a Bellerofonte di ucciderla perché essa si dava a scorrerie nel suo territorio. "Essa è una figlia di Echidna", spiegò Iobate, "e il mio nemico, il re di Caria, se la tiene in casa come un animale domestico". Prima di partire per quell'impresa, Bellerofonte consultò il veggente Poliido, che gli consigliò di catturare e domare l'alato cavallo Pegaso, il favorito delle Muse; codesto animale viveva sul monte Elicona, e colà aveva fatto sgorgare per le Muse la fonte Ippocrene, battendo al suolo il suo zoccolo lunato. Pegaso in quel periodo non si trovava in Elicona, ma Bellerofonte lo rintracciò sull'Acropoli presso un'altra delle sue fonti, la fonte Pirene, e gli passò sopra il capo una briglia d'oro, dono di Atena. Bellerofonte riuscì a sopraffare la Chimera piombandole addosso a cavallo di Pegaso, trafiggendola con le frecce e poi conficcandole tra le mascelle un pezzo di piombo che aveva infilato sulla punta della lancia. L'alito infuocato della Chimera fece sciogliere il piombo che le scivolò giù per la gola bruciandole gli organi vitali.
Nel linguaggio poetico prima, e poi anche in quello comune, la parola chimera è venuta a significare i sogni irrealizzabili, le immaginazioni strane e impossibili; sugli scudi araldici la sua figura significa "illusioni vane".

CHIRONE: era il più famoso e sapiente dei Centauri, figlio del dio Crono e di Filira, una figlia di Oceano. Perciò appartiene alla stessa generazione divina di Zeus e degli Olimpici.
Nacque metà uomo e metà cavallo perché Crono, desideroso di nascondere la sua passione per Filira alla sposa Rea, per poterla amare si trasformò in stallone. La natura di Chirone era perciò completamente diversa da quella di tutti gli altri Centauri: era saggio e gentile, versato in medicina e in molte altre arti, soprattutto la musica.
Era amico di Apollo il quale gli aveva insegnato ad usare l'arco. E Apollo, quando ebbe da Coronide, figlia di Flegia re dei Lapiti, un figlio che chiamò Asclepio, lo affidò al centauro Chirone, che gli insegnò l'arte della medicina. Asclepio, dicono gli abitanti di Epidauro, imparo l'arte di guarire sia da Apollo sia da Chirone, e divenne così abile nel maneggiare i ferri chirurgici e nel somministrare erbe medicinali che è ora onorato come il padre della medicina.
Chirone, fra le tante cose, insegnò agli uomini la pratica della venerazione agli dèi, l'inviolabilità del giuramento e le leggi. Anche se aveva la forma di Centauro non aveva nulla a che spartire coi figli di Issione e di Nefele. Viveva in una caverna sul monte Pelio, in Tessaglia, insieme alla sposa Cariclo.
Protesse in modo particolare Peleo durante le sue peripezie alla corte di Acasto; lo difese dalla brutalità degli altri centauri, quando venne abbandonato senz'armi sul monte Pelio da Acasto, e gli restituì la spada che questi aveva nascosto sotto un mucchio di letame. Sempre lui dette a Peleo il consiglio di sposare Teti, e gli insegnò come obbligarla a questo matrimonio, impedendole di trasformarsi. Poi, nell'occasione delle nozze, gli regalò una lancia; Atena ne aveva levigato l'asta che era stata tagliata da un frassino sulla vetta del Pelio, ed Efesto ne aveva forgiato la punta. Quando Teti abbandonò Peleo, questi affidò il bimbo al centauro Chirone che lo allevò sul monte Pelio, nutrendolo con midolla di leone e di cinghiale selvatico e grasso d'orso, perché crescesse coraggioso e forte; o secondo altri, con miele e midollo di cerbiatto perché fosse agile e veloce. Chirone inoltre lo istruì nell'arte di cavalcare, cacciare, suonare il flauto e curare le ferite. A sei anni di età Achille uccise il suo primo cinghiale e da quel giorno portò sempre alla caverna di Chirone le carcasse sanguinanti di cinghiali o leoni. Chirone era un celebre medico, e praticava anche la chirurgia. Allorché Achille, bambino, ebbe la caviglia bruciata in seguito a operazioni di magia praticate su di lui dalla madre, Chirone sostituì l'osso mancante con un osso prelevato dallo scheletro del veloce gigante Damiso.
Secondo una tradizione, Aristeo, figlio di Apollo e di Cirene, fu allevato dal centauro Chirone. Poi, le Muse terminarono la sua educazione insegnandogli l'arte di guarire e di far profezie. Anche il figlio di Aristeo, Atteone, fu allevato da Chirone che gli insegnò l'arte della caccia. Un giorno Atteone fu divorato dai propri cani perché rimase a guardare Artemide, mentre, nuda, si bagnava nella fonte sul monte Citerone. La dea, offesa, lo trasformò in cervo e lo fece divorare dalla sua muta di cinquanta cani. La scomparsa del loro padrone rattristò i cani, ma il centauro Chirone modellò una statua d'Atteone tanto somigliante da farli acchetare.
Chirone allevò anche Giasone al quale insegnò la medicina come a tutti i suoi allievi. Il figlio maggiore di Giasone e Medea, Medeio o Polisseno, fu allevato da Chirone sul monte Pelio.
La causa della morte di Chirone fu Eracle, che nella foga della guerra mossa ai centauri, per errore colpì al ginocchio Chirone con una freccia avvelenata col sangue dell'Idra. Eracle, angosciato, si accovacciò accanto al vecchio amico ed estrasse la freccia, mentre Chirone stesso gli porgeva i farmaci per curare la ferita; ma a nulla valsero contro il veleno e Chirone si ritirò ululando per il dolore sul fondo della grotta.; tuttavia non poteva spirare, perché era immortale. Prometeo in seguito propose che egli rinunciasse a tale immortalità per porre fine alle sue sofferenze, e Zeus accettò tale richiesta; ma altri dicono che Chirone decise di morire non per il dolore della ferita, ma perché era ormai stanco della sua lunghissima vita.
Chirone non perse del tutto la sua immortalità, perché Zeus lo pose in cielo nella costellazione del Centauro.