MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera E

Erifile, Erigone.

ERIFILE: figlia del re d'Argo Talao e di Lisimaca, sorella di Adrasto. La riconciliazione di Adrasto col cugino Anfiarao fu sancita dal matrimonio di Erifile con Afiarao. Dalla loro unione nacquero quattro figli: due maschi, Alcmeone e Anfiloco, e due femmine, Euridice e Demonassa.
Quando Polinice e i Sette Campioni partirono per la spedizione contro Tebe, a Erifile venne chiesto di fare da arbitro tra lo sposo, l'indovino Anfiarao, e il fratello Adrasto re d'Atene. Adrasto, capo della spedizione, voleva che vi partecipasse anche Anfiarao. Questi, essendo un veggente, sapeva che la spedizione non avrebbe avuto successo e che se si fosse unito a quegli uomini anch'egli sarebbe morto. Ma, qualche tempo prima Adrasto e Anfiarao avevano litigato per affari di Stato e i due uomini furibondi si sarebbero uccisi a vicenda, se non fosse intervenuta Erifile che si gettò tra i due contendenti, fece cadere le loro spade e li indusse a giurare di appellarsi sempre al suo giudizio nelle discussioni future. Saputo di questo giuramento, Tideo chiamò Polinice e gli disse di spingere Erifile a decidere in favore di Adrasto donandole la collana dell'antenata Armonia, sposa di Cadmo. Anfiarao aveva solennemente proibito a Erifile di accettare qualsiasi dono dalle mani di Polinice. Ma Erifile si lasciò corrompere da Polinice e convinse il marito Anfiarao a partecipare alla spedizione. Anfiarao, sapendo di dover morire, fece giurare ai suoi figli che l'avrebbero un giorno vendicato e cercato, a tempo debito, di riconquistare Tebe.
Durante la spedizione degli Epigoni, Erifile costrinse allo stesso modo il figlio Alcmeone ad assumere il comando. Questa volta fu Tersandro, figlio di Polinice, a corromperla, dandole la veste d'Armonia. Alcmeone mantenne le promesse fatte al padre. Condusse gli Epigoni alla conquista di Tebe e mise Tersandro sul trono; poi al ritorno dalla spedizione, uccise la madre. Le Erinni vendicative fecero impazzire Alcmeone per il suo gesto, vietandogli di trovare riposo fino al giorno in cui avesse scoperto una terra che non aveva visto la luce del giorno al tempo dell'uccisione di sua madre. Questa terra si trovava alla foce del fiume Acheloo.

ERIGONE: 1. Figlia d'un ateniese, Icario, al quale Dioniso regalò un otre di vino. Icario offrì una giara di quel vino a un gruppo di pastori nei boschi di Maratona presso il monte Pentelico, e questi pastori divennero tanto ubriachi che credettero d' essere stati avvelenati. Allora uccisero Icario a bastonate, seppellirono il cadavere e fuggirono oltremare. Il cane di Icario, Mera, osservò i pastori mentre seppellivano il corpo sotto un pino e in seguito guidò la figlia di Icario, Erigone, fino alla tomba, tirandola per un lembo della veste e scavando il terreno con le zampe. Disperata, Erigone si impiccò ai rami del pino pregando perché le figlie di Atene subissero il suo stesso destino finché Icario non fosse stato vendicato. Dioniso, che udì il grido di dolore di Erigone, la vendicò inviando agli Ateniesi un singolare flagello: impazzite, ben presto molte fanciulle ateniesi furono trovate impiccate ai rami dei pini. L'oracolo di Delfi spiegò che il dio vendicava così la morte, rimasta impunita, di Icario e d'Erigone. I pastori colpevoli furono subito ritrovati e impiccati e si istituì la festa della vendemmia, durante la quale si versano libagioni a Icario e a Erigone e le fanciulle si dondolano su corde appese ai rami degli alberi, appoggiando i piedi su un'asticciola: ecco come fu inventata l'altalena. Ai rami vengono pure appese delle maschere che girano su se stesse al minimo soffio di vento.
L'immagine di Mera, la cagna, fu posta nel cielo e divenne la costellazione dell'Orsa Minore; altri, tuttavia, identificano Icario con Boote ed Erigone con la costellazione della Vergine.

ERIGONE: 2. Figlia di Egisto e di Clitennestra e sorella d'Alete. Davanti al tribunale dell'Areopago di Atene la giovane Erigone si presentò, accompagnata dal nonno materno Tindaro, nel processo a carico di Oreste accusato del duplice omicidio di Egisto e Clitennestra. Apollo vi apparve in veste di difensore e la più vecchia delle Erinni come pubblica accusatrice. In un elaborato discorso, Apollo negò l'importanza della maternità e affermò che l'azione di Oreste era ampiamente giustificata, poiché aveva vendicato la morte del padre che è l'unico genitore degno di questo nome. La votazione dei giudici si chiuse alla pari, ma Atena si dichiarò dalla parte del padre, cioè di Agamennone la cui morte venne giustamente vendicata dal figlio. Così Oreste fu prosciolto con onore. Le Erinni tuttavia protestarono a gran voce contro questo sovvertimento dell'antica legge compiuto dai nuovi dèi; ed Erigone si impiccò in espiazione.
Secondo altri, Oreste avrebbe voluto uccidere Erigone contemporaneamente alla madre e al padre; ma Artemide la rapì e la trasportò ad Atene, dove ne fece la propria sacerdotessa. Un'altra tradizione racconta infine ch'ella sposò Oreste e gli diede un figlio, Pentilo.