MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera E

Eurimaco, Eurimedonte, Eurinome, Euripilo.

EURIMACO: figlio del nobile Polibo di Itaca; un pretendente alla mano di Penelope.
Insulto Odisseo, allorché questi si presentò al palazzo, travestito da mendicate, e gli lanciò contro uno sgabello. Quando l'indovino Teoclimeno predisse ai Proci la sorte che li minacciava, Eurimaco si fece beffe di lui e l'accuso d'essere fuori di senno. Nella scena finale, dopo che Odisseo si rivelò scoccando una freccia che si conficcò nella gola di Antinoo, Eurimaco invocò pietà e, allorché Odisseo rifiutò di concedergli la vita, strinse la spada e si lanciò contro di lui; ma una freccia gli trapassò il fegato ed egli cadde a terra rantolante.

EURIMEDONTE: 1. È un Gigante, il quale regnava su un popolo di Giganti, all'estremità della Terra. Le sue violenze causarono la rovina a lui e al suo popolo. Il poeta epico Euforione (III secolo a.C.) racconta che Era fu violentata dal gigante Eurimedonte e, a seguito dello stupro, la dea mise al mondo Prometeo. Quando Zeus la sposò e venne a sapere del fatto, scagliò Eurimedonte agli Inferi e cancellò tutte le prove del disonore incatenando Prometeo.

EURIMEDONTE: 2. Figlio di Minosse e della ninfa Paria. Al tempo in cui Eracle visitò le Amazzoni, nel corso del viaggio si fermò all'isola di Paro, famosa per il marmo, che il re Radamanto aveva lasciato in eredità a un certo Alceo, figlio di Androgeo; ma vi si erano stabiliti anche quattro dei figli di Minosse, Eurimedonte, Crise, Nefalione e Filolao. Un paio degli uomini di Eracle, scesi a terra per far provvista d'acqua, furono assassinati da uno dei figli di Minosse e l'eroe allora, furibondo, li uccise tutti e quattro e minacciò i Pari con tanta violenza che essi proposero di scegliersi nell'isola due uomini che lo servissero come schiavi, in cambio dei due marinai uccisi. Soddisfatto da quella proposta, Eracle scelse due nipoti di Minosse, i figli di Androgeo, re Alceo e suo fratello Stenelo e li prese a bordo sulla nave. Poi navigò attraverso l'Ellesponto e il Bosforo fino a Mariandine nella Misia.

EURIMEDONTE: 3. Auriga di Agamennone durante la guerra di Troia. Fu ucciso da Egisto, a Micene, insieme col suo padrone dopo il ritorno in patria.

EURINOME: Dea della prima generazione divina, quella dei Titani. È figlia d'Oceano e di Teti. Regnava con Ofione sul Monte Olimpo, da dove le due divinità furono cacciate da Crono e Rea, che presero il loro posto. Ofione ed Eurinome si rifugiarono allora nell'Oceano.
Quando Efesto, il dio fabbro, nacque, era così gracile e mingherlino che sua madre Era, per liberarsi dall'imbarazzo che il suo pietoso aspetto le ispirava, lo gettò giù dalla più alta vetta dell'Olimpo. Efesto tuttavia sopravvisse al pauroso volo poiché cadde nel mare, dove fu raccolto da Teti ed Eurinome che gli salvarono la vita. Codeste dee gentili tennero il bimbo con loro per nove anni in una grotta sottomarina, dove Efesto installò la sua prima fucina e ricompensò le sue ospiti delle cortesie usategli fabbricando per loro ogni sorta di oggetti utili e ornamentali.
Amata da Zeus, Eurinome generò da lui le tre Cariti, Aglae, Eufrosine e Talia, come pure il dio-fiume Asopo. Eurinome aveva un tempio antichissimo nei pressi di Figalia, in mezzo a un bosco di cipressi. La statua che rappresentava la dea offriva, in alto, la figura d'una donna; ma, a partire dalle anche, finiva a forma di pesce.

EURIPILO: 1. Figlio di Poseidone e di Celeno, re di Cirene, in Libia. Quando Tritone aiutò gli Argonauti durante il passaggio nel lago Tritonio e donò a Eufemo una zolla di terra che da quel giorno in poi assicurò a lui e ai suoi discendenti la sovranità sulla Libia, prese le sembianze di Euripilo.

EURIPILO: 2. Figlio di Telefo re di Pergamo e di Astioche figlia di Priamo. Sua madre era contraria a lasciarlo partire per combattere al fianco dei Troiani, anche perché Telefo, guarito per mano di Achille, aveva promesso che né lui né i suoi discendenti avrebbero combattuto contro i Greci. Ma Astioche si lasciò convincere soltanto quando Priamo le donò un tralcio di vite d'oro. Euripilo condusse un esercito di Misi a Troia, si dimostrò un valoroso combattente e uccise Macaone il chirurgo, figlio di Asclepio, causando molto scompiglio nelle file greche. Non gli riuscì di bruciare le navi greche a causa dell'arrivo tempestivo di Neottolemo (figlio di Achille) che lo passò a fil di spada.

EURIPILO: 3. Figlio di Evemone di Ormenione, in Tessaglia. Fu un pretendente alla mano di Elena. Condusse quaranta navi dalla Tessaglia alla guerra di Troia e uccise Assione, figlio di Priamo, e Apisaone, figlio di Fausio e venne ferito a una gamba da una freccia scagliata da Paride. Mentre cercava di tornare all'accampamento, incontrò Patroclo, che si era recato da Nestore per evere notizie sul combattimento di Achille. Macaone era ferito, non c'erano altri uomini esperti in medicina e quindi Euripilo venne affidato a Patroclo.
Fu uno dei guerrieri greci nascosti nel cavallo di legno. Quando Troia cominciò a bruciare, Euripilo ebbe come parte del bottino di guerra un misterioso cofanetto smarrito da Elena (o da Cassandra). Aprendolo Euripilo vi trovò un'antica immagine lignea di Dioniso realizzata da Efesto e donata a Dardano da Zeus. Tale e tanta era in quell'effigie la componente divina che Euripilo impazzì. L'oracolo delfico gli disse che sarebbe guarito soltanto se l'avesse portato in un luogo dove gli uomini svolgevano riti sacrificali sconosciuti, e che avrebbe dovuto stabilirsi nel paese in cui ciò fosse capitato. Quando raggiunse Patrasso trovò la popolazione intenta a sacrificare un fanciullo e una fanciulla ad Artemide e capendo che questo era il sacrificio inteso dall'oracolo, mostrò loro l'immagine di Dioniso e capì che in quel momento si stava realizzando una profezia di cui anche la popolazione di Patrasso era al corrente. Gli abitanti di Patrasso, infatti, erano stati parimenti avvertiti che il loro sacrificio non sarebbe stato più necessario il giorno in cui sarebbe giunto uno strano re a portare uno strano dio. Euripilo venne curato e si stabilì a Patrasso, dove morì. La sua tomba venne posta sull'acropoli e il culto di Dioniso si diffuse presso la popolazione di Patrasso.

EURIPILO: 4. Figlio di Poseidone e di Astipalea; re dei Meropi nell'isola di Coo. Dopo il sacco di Troia fatto da Eracle, Era ordinò a Borea di suscitare una tempesta che spinse Eracle fuori rotta, verso l'isola di Coo. I Meropi pensarono che i Greci fossero pirati e cercarono di allontanarli scagliando delle pietre contro le loro navi. Ma Eracle riuscì a sbarcare, si impadronì della città di Astipalea con un assalto notturno e uccise il re, Euripilo. L'eroe stesso fu ferito da Calcodonte, ma salvato da Zeus quando già si credeva spacciato. Altri dicono che Eracle attaccò Coo perché si era innamorato di Calciope, figlia di Euripilo.