MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera F

Foco, Folo, Foroneo.

FOCO: 1. Figlio di Eaco e della nereide Psamate. Aveva come fratellastri Peleo e Telamone, figli d'Eaco e di Endeide, figlia di Scirone. Il nome di Foco gli era stato dato in ricordo della metamorfosi della madre, figlia di Nereo e, perciò, sorella di Teti. Per sfuggire all'amplesso di Eaco, Psamate che, come la maggior parte delle divinità marine e fluviali, aveva il dono della metamorfosi, si trasformò in foca. Ma ciò non impedì a Eaco di avere un figlio da lei. Vivevano tutti assieme nell'isola di Egina.
Foco era il prediletto di Eaco e la sua eccellenza nei giochi atletici fece ingelosire Telamone e Peleo. Per amor di pace, Foco lasciò Egina per raggiungere la Grecia centrale. Conquistò un paese che chiamò Focide. S'alleò allora con un indigeno, Iaseo, e sposò Asteria, figlia di Deione e di Diomeda, la quale apparteneva, tramite il nonno, Suto, alla stirpe di Deucalione. Asteria gli diede due gemelli, Criso e Panopeo. Un giorno Eaco mandò a chiamare Foco, forse per lasciargli il regno dell'isola; ma, incoraggiati dalla loro madre, Telamone e Peleo tramarono per ucciderlo al suo ritorno. Sfidarono Foco a una gara di pentatlon, e ancor oggi si discute se fu Telamone che lo abbattè, scagliandogli un disco sul capo e simulando un incidente, o se fu Peleo che lo spacciò con l'ascia. In ogni caso, Telamone e Peleo furono parimenti colpevoli di fratricidio e assieme nascosero il corpo in un bosco; ma quando il crimine fu scoperto, Eaco bandì i figli da Egina.

FOCO: 2. Figlio di Ornito o di Poseidone, sarebbe stato, secondo alcuni miti, il colonizzatore della Focide, a cui avrebbe dato il suo nome. Dioniso, irritato per l'assassinio della sua seguace Dirce ad opera di Anfione e Zeto, fece impazzire la loro madre Antiope, che vagò per tutta la Grecia. Foco la incontrò, la guarì e la sposò nella Focide.
Si mostrava la loro tomba comune a Titorea focese.

FOLO: Centauro mite e sapiente, figlio di Sileno e di una Ninfa dei boschi; ricevette ospitalmente a Foloe Eracle che andava alla caccia del cinghiale di Erimanto. Offrì all'eroe carni arrostite, mentre lui mangiò soltanto carne cruda e non osò aprire la giara di vino che apparteneva a tutti i Centauri, finché Eracle non gli ricordò che, quattro generazioni prima, Dioniso aveva lasciato la giara nella grotta appunto perché fosse aperta in quella occasione. Il forte profumo del vino fece perdere la ragione ai Centauri. Armati di grossi massi, abeti sradicati, torce e trincetti, si precipitarono verso la grotta di Folo. Mentre Folo, terrorizzato, cercava scampo, Eracle audacemente respinse Ancio e Angrio, i primi assalitori, con un lancio di carboni infuocati. Nefele, la tempestosa nonna dei Centauri, fece allora cadere dal cielo una violenta pioggia che allentò la corda dell'arco di Eracle e rese scivoloso il terreno. Tuttavia l'eroe si dimostrò all'altezza delle sue imprese precedenti, uccise parecchi Centauri, tra i quali Oreo e Ileo. Gli altri raggiunsero Malea dove si rifugiarono presso Chirone, loro re, che era stato scacciato dal monte Pelio dai Lapiti.
Folo frattanto mentre dava sepoltura ai suoi morti compagni, estrasse da un cadavere una delle frecce di Eracle e si chiese come un oggetto così piccolo potesse provocare la morte. Ma ecco che la freccia gli sfuggì dalle mani e, forandogli un piede, lo uccise all'istante. Eracle allora desistette dall'inseguire il cinghiale e ritornò a Foloe, dove seppellì Folo con straordinari onori ai piedi del monte che prese il suo nome.
Il mito ci è tramandato da Teocrito e da Epicarmo.

FORONEO: Il primo uomo della stirpe pelasgica, figlio del dio-fiume Inaco e della ninfa Melia figlia di Oceano. Era fratello di Egialeo, Fegeo e della sacerdotessa Io, trasformata in giovenca dalla dea Era, gelosa delle attenzioni di Zeus.
Foroneo regnò sul territorio che poi fu chiamato Peloponneso, sposò la ninfa Cerdo o Teledice dalla quale ebbe i figli Car, Api e Niobe Argiva (da non confondere con la figlia di Tantalo). Si aggiungono talvolta anche Iaso, Lirco, Pelasgo e Agenore.
Foroneo venne scelto come arbitro per decidere la disputa fra Era e Poseidone i quali si contendevano il Peloponneso. Egli decise in favore di Era. Fu il primo uomo che fondò una città-mercato e fu pure il primo a scoprire l'uso del fuoco, dopo che Prometeo l'ebbe rubato al carro del Sole. Gli si attribuiva il merito di aver dato ordinamenti civili ai suoi sudditi e di aver costruito l'Eraion, il più antico tempio dedicato a Era. Fu venerato come l'iniziatore della cultura di quel paese e l'alfabeto più antico viene associato a Foroneo.
Il figlio Api governò da vero tiranno e diede alla regione del Peloponneso il nome di Apia. Fu travolto incidentalmente dal cocchio di Etolo in occasione dei giochi funebri per Azano, e rimase mortalmente ferito. Secondo altri, Telsione e Telchino cospirarono contro di lui e lo uccisero. Dopo la sua morte fu venerato come dio, col nome di Sarapi. Intanto Zeus, invaghitosi di Niobe, la concupì e dalla loro unione nacquero i figli Argo e Pelasgo. Argo prese il potere e chiamò con il suo nome l'intero Peloponneso; Pelasgo diede il nome agli abitanti del Peloponneso, che vennero chiamati Pelasgi. Alla morte di Foroneo, i suoi figli Pelasgo, Iaso e Agenore si divisero il Peloponneso e suo figlio Car fondò la città di Megara.