MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera F

Frasio, Frisso.

FRASIO: Frasio o Tasio, celebre indovino di Cipro, il quale essendo andato alla corte di Busiride, re d'Egitto, durante una carestia che colpiva il paese da otto o nove anni, predisse al re che la carestia sarebbe cessata se ogni anno uno straniero fosse stato sacrificato in onore di Zeus. Busiride avendogli chiesto di qual paese egli fosse, ed avendo inteso ch'era straniero, gli disse: "Sarai tu il primo, che darà dell'acqua all'Egitto". E lo fece uccidere. Poi sacrificò altri ospiti occasionali fino all'arrivo di Eracle, il quale lasciò che il sacerdote lo trascinasse presso l'altare. Gli cinsero il capo con una benda e Busiride, invocando gli dèi, si preparava ad alzare l'ascia sacrificale, quando Eracle spezzò le corde che lo legavano e massacrò Busiride, Afidamante, figlio di Busiride, e tutti i sacerdoti che assistevano al sacrificio.

FRISSO: figlio di Atamante e di Nefele e fratello di Elle.
Atamante era urtato per il disprezzo che Nefele gli dimostrava e, innamoratosi di Ino, figlia di Cadmo, la condusse segretamente nel suo palazzo ai piedi del monte Lafistio, dove essa gli generò Learco e Melicerte. Quando le ancelle del palazzo la informarono dell'esistenza di codesta rivale, Nefele salì furibonda all'Olimpo e si lagnò con Era per l'oltraggio subito. Era prese le sue difese e promise vendetta contro Atamante e la sua casa. Nefele ritornò al monte Lafistio dove rese nota la promessa di Era e chiese la morte di Atamante. Ma gli uomini di Beozia, che temevano l' ira di Atamante più di quella di Era, non vollero dare ascolto a Nefele; e le donne di Beozia, che erano devote a Ino, lasciarono disseccare i semi di grano per compromettere il raccolto dell'anno seguente. Ino prevedeva infatti che quando i germogli non fossero spuntati nei campi, Atamante avrebbe chiesto consiglio all'oracolo di Delfi, e già aveva corrotto i messaggeri perché gli riferissero una falsa risposta dell'oracolo, e cioè che la terra sarebbe ritornata fertile se Frisso, figlio di Nefele, fosse stato sacrificato sul monte Lafistio.
Frisso era un bel giovanetto; sua zia Biadice, moglie di Creteo, si era innamorata di lui e vedendosi respinta lo accusò di averle usato violenza. Gli uomini di Beozia, credendo alle parole di Biadice, approvarono il verdetto di Apollo e chiesero la morte di Frisso; al che Atamante, molto addolorato, condusse Frisso sulla cima della montagna, e stava per tagliargli la gola allorché Eracle, che si trovava per caso da quelle parti, intervenne bruscamente e gli strappò il coltello sacrificale dalle mani. Ma un aureo ariete alato, inviato da Ermete per ordine di Era (o, come altri dicono, per ordine di Zeus stesso), scese dall'Olimpo per portarlo via e salvarlo dal sacrificio. Un'altra versione racconta che fu Nefele ad aver dato al figlio questo ariete meraviglioso e l'aveva così salvato. Lei stessa aveva ricevuto quest'ariete da Ermete. La sorella Elle chiese al fratello di portarla via con sé e di non lasciarla alla mercé del padre. Alla vista del prodigio avvenuto sul monte Lafistio, i messaggeri allibirono e confessarono ad Atamante che Ino li aveva pagati perché riferissero il falso al loro ritorno da Delfi; e così tutte le trame malvagie di Ino e di Biadice vennero alla luce.
Intanto i due giovani, in groppa al divino animale, si diressero verso la Colchide al di là del Ponto Eusino (Mar Nero), ma Elle fu colta da vertigini e cadde in mare, nello stretto fra l'Egeo e la Propontide, ora chiamato Ellesponto in suo onore; Frisso invece giunse sano e salvo nella Colchide presso il re Eete. Questi lo accolse benevolmente e gli diede in sposa la figlia Calciope. Frisso sacrificò l'ariete a Zeus Liberatore e offrì il vello d'oro al re, il quale lo consacrò ad Ares e l'inchiodò a una quercia in un bosco sacro del dio, dove fu custodito da un drago. Proprio questo vello divenne famoso una generazione dopo, quando gli Argonauti ne partirono alla conquista.
Da Calciope Frisso ebbe vari figli: Argo, Mela, Frontide e Citissoro. Egli trascorse tutta la vita nel palazzo d'Eete e vi morì assai vecchio, mentre i suoi figli ritornarono a Orcomeno e qui ritrovarono il loro regno. Ma un'altra versione del mito dice che Eete uccise Frisso, poiché un oracolo gli aveva predetto che sarebbe morto per mano d'un discendente d'Eolo.