MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera I

Iacco, Iadi, Iamo, Iasione.

IACCO: Dio guida alla mistica processione dei Misteri Eleusini. Ritenuto figlio di Demetra, o di Persefone e di Zeus, e in questo caso non sarebbe che l'incarnazione di Zagreo. Era infatti, gelosa degli amori del marito e non potendo vendicarsi su di lui, incitò i Titani ad attaccare, mentre giocava, il piccolo Zagreo, figlio della sua rivale Persefone. Zagreo cercò di salvarsi trasformandosi in mille modi; ma alla fine, assunta la forma d'un toro, fu raggiunto dagli inseguitori che lo straziarono e misero a cuocere le sue membra in un grande paiolo. Zeus accorse in aiuto del figlio, ma arrivò tardi: folgorò i Titani criminali, incarico Apollo di riunire sul Parnaso le mebra sparse del figlio e, dato che Atena gli portò il cuore del fanciullo ancora palpitante, lo inghiottì. Poi, rigenerò Zagreo che prese il nome di Iacco.
Da altri, Iacco è ritenuto marito di Demetra; o anche figlio di Dioniso che il dio aveva avuto in Frigia dalla ninfa Aura. In verità Aura aveva avuto da Dioniso due gemelli, ma nella sua pazzia ne aveva divorato uno. Il piccolo Iacco era stato salvato da un'altra ninfa, amata da Dioniso, e affidato alle Baccanti d'Eleusi che lo allevarono. Si dice che la stessa Atena lo allattò, mentre Aura si gettava nel fiume Sangario, ma venne trasformata in sorgente dall'intervento di Zeus.
Iacco è considerato divinità greca venerata insieme con Demetra e Core nella triade eleusina. Salì a maggiore importanza in quanto si attribuì la vittoria di Salamina al suo intervento; lo si considerò allora un'ipostasi di Dioniso, onde fu chiamato Iacco Dioniso. Non aveva tempio a Eleusi, ma un santuario nel Ceramico ad Atene. Iacco è rappresentato come un fanciullo che porta una torcia e guida la processione d'Eleusi danzando.

IADI: le Piovose, nella mitologia antica erano le figlie di Atlante e d'una Oceanina, Etra o Pleione, sorelle delle Pleiadi e di Iante. Il loro numero varia da due a sette e i loro nomi sono molto variabili: Fesile (o Esile), Ambrosia, Coronide, Eudora, Dione, Polisso e Feo.
Dopo che Ino, moglie di Atamante re di Orcomeno e nutrice di Dioniso, fu fatta impazzire da Era, Zeus trasformò Dioniso in un capretto e lo portò lontano dalla Grecia, dalle ninfe del monte Nisa, note sotto il nome di "Ninfe del Nisa", perché lo allevassero. Sileno le aiutò nel difficile compito e più tardi Dioniso, in segno di gratitudine, le pose in cielo come un gruppo di stelle.
Si racconta altresì che le giovani Iadi, desolate per la morte del loro fratello Iante ucciso da un serpente che lo morse, o da un leone, o da un cinghiale, mentre cacciava in Libia, si uccisero e furono trasformate da Zeus nel gruppo di stelle della costellazione del Toro, le Iadi, al sorgere delle quali cominciava in Grecia la stagione delle piogge.

IAMO: la ninfa laconia Pitane, figlia del dio-fiume Eurota, si congiunse con Poseidone e dal dio concepì Evadne. Per la durata della gestazione nascose il suo stato con le pieghe della veste. Quando fu il tempo, si sgravò di una bimba alla quale impose il nome di Evadne, quindi ordinò alle serve di portarla in gran segreto al suo sposo Epito, re degli Arcadi, che l'allevò. La bimba crebbe e divenne una bellissima donna; Apollo la vide e volle farla sua. La giovane donna visse le stesse paure della madre, anch'essa violentata da un dio, però non poté nascondere la sua maternità al padre "umano".
Epito allora si recò a interrogare l'oracolo di Delfi e scoprì che Apollo era il responsabile della situazione. Intanto Evadne si era recata a una fonte e lì partorì un bimbo che abbandonò in una macchia, ma Apollo mandò due serpenti che si posero a guardia del piccolo nutrendolo con del miele. Evadne un giorno lo ritrovò miracolosamente sano e salvo, coricato fra viole in fiore, e per questo gli diede il nome di Iamo ("il Fanciullo dalle Viole"). Epito interrogò l'oracolo di Delfi e il dio gli rispose che il piccolo Iamo sarebbe stato celebre indovino e padre di una lunga schiatta di sacerdoti e d'indovini.
Divenuto adulto, Iamo andò una notte sulle rive dell'Alfeo e invocò il padre Apollo e il nonno Poseidone. Apollo gli rispose di seguire la sua voce e di stabilirsi ad Olimpia; gli insegnò anche a comprendere il linguaggio degli uccelli e a interpretare i presagi forniti dalle vittime. Iamo divenne il capostipite di una stirpe di sacerdoti e di veggenti, gli Iamidi d' Olimpia, famosi in tutta la Grecia.

IASIONE: figlio di Zeus e di Elettra, una delle Pleiadi. Genio della fertilità della terra e della pioggia fecondante. Diodoro Siculo racconta che Demetra e Iasione si innamorarono durante la festa per le nozze di Cadmo e Armonia. Riscaldati dal nettare che scorreva come fiume al banchetto, i due amanti sgusciarono fuori dal palazzo e si unirono su un campo a maggese rivoltato tre volte. Al ritorno Zeus indovinò quel che era accaduto dall'aspetto dei due e dal fango che ne incrostava le braccia e le gambe e, furibondo contro Iasione perché aveva osato toccare Demetra, lo colpì con la sua folgore. Ma altri dicono che Iasione fu ucciso dal suo fratello Dardano, oppure fatto a pezzi dai propri cavalli. Demetra gli partorì un figlio: Pluto, dio della ricchezza.