MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera I

Ificle, Ificlo.

IFICLE: figlio di Anfitrione e di Alcmena, fratello gemello di Eracle il cui padre però era Zeus. Anfitrione riconobbe Ificle come suo figlio mortale, e non figlio di Zeus, allorché Era mandò due prodigiosi serpenti nella casa di Anfitrione, con l'ordine di uccidere Eracle. I gemelli si destarono e videro i serpenti inarcarsi dinanzi a loro. Ificle strillò, gettò via le coperte scalciando e nel tentativo di fuggire cadde dalla culla. Anfitrione balzò dal letto e accorse nella camera dei bambini; Eracle, che non aveva lanciato nemmeno un gemito, gli mostrò i serpenti che egli stava strangolando, uo per mano. Altri dicono che i serpenti erano innocui e posti nella culla da Anfitrione stesso che voleva sapere quale dei due gemelli fosse suo figlio, e lo seppe.
Ificle era il padre dell'auriga di Eracle, Iolao, che ebbe da Automedusa, figlia di Alcatoo re di Megara. Egli più tardi accompagnò Eracle in alcune delle sue fatiche. Lottò al suo fianco contro Ergino re di Orcomeno, e la vittoria sui Mini gli valse, come ricompensa, da parte del re Creonte, il privilegio di sposare la più giovane delle sue figlie, mentre Eracle sposò la maggiore, Megara. Per questo matrimonio, Ificle dovette abbandonare la sua prima moglie Automedusa. Quando Era, seccata dai successi di Eracle, lo fece impazzire, l'eroe uccise sei dei figli avuti da Megara e due figli di Ificle. Questi riuscì a sottrarre al massacro il figlio maggiore Iolao insieme con la stessa Megara. Prese parte, con i migliori guerrieri delle città vicine, alla caccia al cinghiale calidonio che Artemide, offesa per essere stata esclusa da re Eneo dai sacrifici annuali ai dodici dèi dell'Olimpo, mandò contro il paese di Calidone a uccidere il bestiame e i servi di Eneo e a distruggere i campi coltivati. Ificle fu il primo a colpire l'animale, che venne poi ucciso da Meleagro. Aiutò Eracle nella sua spedizione contro Troia, che portò alla conquista della città e all'uccisione del re Laomedonte con i figli, fuorché Podarce (quello che doveva regnare con il nome di Priamo). Nella guerra contro Sparta, Eracle massacrò Ippocoonte e i suoi figli e restituì il regno a Tindaro, ma, nel corso della battaglia decisiva, Ificle morì. Altra tradizione racconta invece che nella guerra contro Augia, Eracle cadde ammalato e i Molionidi, Eurito e Cteato, misero in rotta il suo esercito; Ificle fu ferito mortalmente e venne condotto a morire a Feneo in Arcadia, dove gli furono più tardi tributati gli onori dovuti a un eroe.

IFICLO: figlio di Filaco, re di Filace in Tessaglia, e di Climene. Ificlo da giovane era affetto da impotenza e suo padre propose all'indovino Melampo, che era suo prigioniero, di concedergli la libertà e di donargli una mandria se sapesse curare l'infermità del figlio. Melampo acconsentì. Cominciò col sacrificare due tori ad Apollo e, dopo averne bruciate le cosce unitamente al grasso, lasciò le loro carcasse presso l'altare. Ed ecco calare dal cielo due avvoltoi che si misero a parlare tra loro. Melampo, che conosceva il linguaggio degli uccelli, si mise ad ascoltare i loro discorsi e venne a sapere che Ificlo, da fanciullo, rimase terrorizzato una volta che vide il padre sgozzare alcuni arieti, e cominciò a gridare con quanto fiato aveva in corpo temendo che volesse sgozzare anche lui. Filaco corse a confortarlo e lasciò il coltello insanguinato conficcato in un albero di pero. Quello spavento fu certo la causa dell'impotenza di Ificlo. Il coltello era ancora conficcato nel tronco, ma la corteccia aveva ricoperto la lama e si vedeva soltanto l'impugnatura. Gli avvoltoi aggiunsero che per curare l'impotenza di Ificlo bisognava ricuperare il coltello, ripulirlo dalla ruggine formata dal sangue dell'ariete e far bere codesta ruggine a Ificlo, sciolta in un po' d'acqua, per dieci giorni consecutivi. Melampo ritrovò il coltello, preparò la bevanda prescritta e riuscì a guarire Ificlo, che ben presto sposò Astioche che gli generò due figli, Protesilao e Podarce.
Protesilao partecipò alla guerra di Troia, ma fu il primo ad essere ucciso dai Troiani mentre saltava dalla nave per mettere piede sulla spiaggia. Fu colpito a morte da Ettore. Ificlo era famoso per la sua velocità: poteva correre su un campo di grano senza piegare le spighe. Vinse la gara di corsa ai giochi funebri indetti in onore di Pelia.