MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera L

Laodamante, Laodamia, Laodice.

LAODAMANTE: re di Tebe, figlio di Eteocle. Dopo la reggenza di Creonte, diventò re di Tebe e dovette sostenere l'attacco della seconda spedizione contro la città. Nella lotta contro gli Epigoni uccise Egialeo, figlio di Adrasto. Morì ucciso a sua volta da Alcmeone sulle sponde del fiume Glisas. La sua morte segnò la fine della guerra.
Un'altra versione sostiene che fuggì la sera della battaglia, con una parte dell'esercito tebano, e si rifugiò in Illiria.

LAODAMIA: 1. Figlia di Acasto, re di Iolco, moglie di Protesilao, primo dei Greci sbarcato e ucciso sui lidi troiani.
Laodamia era tanto affezionata al marito da non tollerare una lunga separazione e non appena Protesilao partì per Troia essa fece scolpire una statua di lui, in bronzo o in cera, e ogni sera se la portava nel talamo. Ma ciò le fu di magro conforto e quando le giunse la notizia della morte del marito supplicò gli dèi perché avessero pietà del suo dolore e concedessero a Protesilao di visitarla un'ultima volta per tre sole ore. Zeus accolse la supplica di Laodamia ed Ermete ricondusse l'ombra di Protesilao dal Tartaro perché animasse la statua. Parlando con la bocca del suo simulacro, Protesilao scongiurò la moglie di seguirlo senza indugio e, allo scadere delle tre ore concesse, Laodamia si pugnalò tra le braccia della statua.
Altri dicono che Acasto, padre di Laodamia, la costrinse a rimaritarsi; ma Laodamia inconsolabile trascorreva le sue notti accanto alla statua di Protesilao. Finché un giorno un servo, che portava mele all'altare per il sacrificio mattutino, spiò attraverso lo spiraglio dell'uscio e vide Laodamia nell'atto di abbracciare qualcuno che suppose fosse il suo amante. Subito il servo corse ad avvertire Acasto che, precipitatosi nella camera da letto della figlia scoprì la verità. Per evitare che Laodamia si torturasse oltre nell'insaziabile desiderio, Acasto ordinò che la statua fosse bruciata; ma Laodamia si gettò tra le fiamme del rogo e vi perì.
Il mito di Laodamia e Protesilao fu trattato da Euripide nella sua tragedia Protesilao, per noi perduta, e fu spesso rappresentato su rilievi funebri romani.

LAODAMIA: 2. Figlia di Bellerofonte, fu amata da Zeus da cui ebbe Sarpedone re di Licia. Morì giovane, uccisa con una freccia da Artemide, indignata contro di lei.
Di Laodamia si racconta che quando i suoi fratelli, Isandro e Ippoloco, si disputavano la successione al trono, fu proposto che chi dei due fosse riuscito a scoccare la freccia in un anello d'oro appeso al petto di un bambino sarebbe divenuto re. Ciascuno di loro si accalorò a pretendere che il figlio dell'avversario fosse prescelto come vittima; ma Laodamia impedì che si uccidessero a vicenda offrendosi di legare l'anello al collo del proprio figlio, Sarpedone. Pieni di ammirazione per un gesto così nobile e disinteressato, Isandro e Ippoloco rinunciarono alle loro pretese al trono in favore di Sarpedone, che regnò assieme al cugino Glauco, figlio di Ippoloco.

LAODICE: 1. Figlia di Priamo e di Ecuba, moglie di Elicaone, figlio del troiano Antenore.
Ancora nubile si era innamorata e giaciuta con Acamante l'Ateniese quando egli giunse a Troia con l'ambasceria di Diomede a richiedere una prima volta Elena, e segretamente gli generò un figlio chiamato Munito che fu allevato da una schiava di Elena, Etra, madre di Teseo e quindi bisnonna del piccino. Alla caduta di Troia, mentre Laodice stava nel santuario di Troo, accanto alle tombe di Cilla e di Munippo, la terra si aprì e la inghiottì davanti agli occhi degli astanti. Nella confusione che seguì Etra fuggì con Munito al campo greco, dove Acamante e Demofonte riconobbero in lei la loro nonna che credevano morta da tempo.

LAODICE: 2. Figlia di Agamennone e di Clitennestra, sorella di Oreste, di Ifigenia e di Crisotemi.
Presso i tragici e nelle forme più recenti delle leggende, il suo nome viene sostituito da quello di Elettra (vedi ELETTRA 3).

LAODICE: 3. Figlia dell'arcade Agapenore che partecipò alla spedizione contro Troia. Al ritorno dall'assedio, Agapenore venne gettato nell'isola di Cipro dopo un naufragio. Qui fondò la città di Pafo e costruì un tempio ad Afrodite. Laodice inviò da Cipro a Tegea, sua città natale, una veste in offerta ad Atena.

LAODICE: 4. Figlia di Cinira, re di Cipro, e moglie di Elato, figlio maggiore di Arcade, eroe eponimo dell'Arcadia. Laodice generò ad Elato sei figli: Ceneo, Epito, Cilleno Ischi, Stinfalo e Pereo. Ceneo fu all'inizio una donna, chiamata Cenide; ma, essendo stata amata da Poseidone, chiese al dio di trasformarla in un uomo invulnerabile. Ischi sposò Coronide quand'ella era già incinta d'Asclepio, figlio di Apollo. Per questo crimine fu ucciso dal dio insieme alla moglie.