Mitologia classica: greca e romana
Mitologia greca e latina : lettera M

Macaone, Macareo, Macaria, Machereo.

MACAONE: mitico principe tessalico e medico, figlio di Asclepio e di Epione e alunno di Chirone, fu celebre chirurgo. Figura tra i pretendenti di Elena e, a questo titolo, partecipò alla guerra di Troia insieme col fratello Podalirio, conducendo su trenta navi varie schiere di Achei e Tessali delle città di Itone, Ecalia e Tricca. Omero lo ricorda come medico degli eroi feriti in battaglia. Macaone si rese così utile ai combattenti che fu ben presto dispensato da ogni servizio militare. Guarì Menelao ferito da Pandaro, ed egli stesso ferito da Paride fu salvato da Nestore e curato da Ecamede, figlia d'Arsinoo, la prigioniera presa da Achille nell'isola di Tenedo, e poi assegnata a Nestore. Quando Odisseo trascinò alla guerra Filottete, Macaone guarì la sua dolorosa e fetida piaga al piede: durante il sonno, tagliò via la carne putrida dalla ferita, vi versò sopra del vino e vi applicò un impacco di erbe salutari e la pietra serpentina.
Virgilio nell'Eneide, lo enumera fra i guerrieri greci nascosti nel famoso cavallo di legno. Una tradizione posterione vuole che Macaone morisse durante l'assedio, ucciso da Euripilo, figlio di Telefo, o dall'Amazzone Pentesilea, e che Nestore ne trasportasse il cadavere a Gerenia in Tessaglia. Nel tempio erettogli là i malati si recavano a implorare la guarigione.
Macaone era sposato ad Anticlea, figlia di Diocle. Da lei ebbe due figli, Nicomaco e Gorgaso. Si conoscono inoltre come figli di Macaone: Alessanore, Polemocrate, Sfiro e Alcone.

MACAREO: 1. Figlio di Eolo e di Enarete si giacque con la sorella Canace. Eolo, inorridito, gettò in pasto ai cani il frutto del loro amore incestuoso e mandò a Canace una spada con cui essa si trafisse. Più tardi tuttavia Eolo venne a sapere che tutti i suoi altri figli e figlie, ignari che l'incesto tra i mortali fosse un'offesa per gli dèi, si erano accoppiati innocentemente e ormai si consideravano marito e moglie. Per non irritare Zeus, che considerava l'incesto un prerogativa degli olimpi, Eolo spezzò queste unioni e ordinò a quattro dei suoi figli superstiti di emigrare. Essi si recarono in Italia e in Sicilia, dove ciascuno di loro fondò un regno famoso, e si rivelarono emuli del padre per castità e saggezza; soltanto il quinto figlio, il maggiore, rimase a Lipari come successore al trono.
Taluni dicono che Macareo e Canace ebbero una figlia, Anfissa, che più tardi fu amata da Apollo.

MACAREO: 2. Compagno di Odisseo, si fermò nell'attuale Gaeta. Secondo Ovidio riconobbe il suo antico compagno Achemenide che riteneva morto, nella flotta troiana guidata da Enea, e gli raccontò la storia del viaggio di Odisseo da Troia.

MACARIA: l'unica figlia di Eracle e di Deianira. Dopo la morte del padre sull'Eta, si rifugiò con i fratelli a Trachis, presso il re Ceice. Ma, perseguitati dall'odio di Euristeo, gli Eraclidi si recarono ad Atene, dove Teseo li installò a Tricorito, una città della tetrapoli attica, e si rifiutò di consegnarli a Euristeo: questa fu la causa della prima guerra tra Atene e il Peloponneso. Infatti, quando tutti gli Eraclidi giunsero all'età virile, Euristeo radunò un esercito e marciò contro Atene. Poiché un oracolo aveva detto che gli Ateniesi sarebbero stati sconfitti a meno che uno dei figli di Eracle non si fosse sacrificato per il bene comune, Macaria si offrì spontaneamente. Gli Ateniesi sconfissero Euristeo in una furibonda battaglia e uccisero i suoi figli, oltre a molti dei suoi alleati. Euristeo fuggì sul suo cocchio, ma venne raggiunto e ucciso presso le rocce Scironie.
In ricordo di Macaria vi era, presso Maratona, in Attica, una fonte chiamata Macaria.

MACHEREO: sacerdote di Delfi, figlio di Daita, che uccise Neottolemo, figlio di Achille.
Neottolemo si era recato a Delfi a consultare l'oracolo e a chiedergli il motivo della sterilità del suo matrimonio con Ermione, figlia di Menelao. Ora, per antica usanza, le carni delle vittime sacrificate a Delfi venivano consumate dai sacerdoti del tempio; Neottolemo, che non conosceva questo particolare, non potè tollerare di vedersi portar via di sotto agli occhi quei bei quarti di bue grasso ch'egli aveva sacrificato, e tentò di impedirlo con la forza. Al che uno dei sacerdoti, chiamato Machereo, abbattè Neottolemo con il suo coltello sacrificale, per far rispettare i privilegi della casta sacerdotale.
Neottolemo fu sepolto sotto la soglia del tempio di Delfi, e gli furono tributati onori divini.