MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera M

Miscelo, Mnemone, Mnemosine.

MISCELO: è un Acheo, originario di Ripe, che fondò la città di Crotone nella Magna Grecia, per volere di Apollo. Il dio, attraverso l'oracolo di Delfi, gli ordinò di fondare Crotone. Ma, nella regione esisteva già la città di Sibari, e Miscelo tornò a chiedere al dio se fosse proprio necessario fondare una nuova città nella stessa regione. L'oracolo gli rispose: "Miscelo dalla schiena corta (egli era un po' gobbo), agendo contro il volere del dio, raccoglierai lacrime; gradisci il regalo che di è fatto". Miscelo finì con l'obbedire.
Un'altra versione del mito, riportata da Ovidio, dice che Crotone fu fondata dall'intervento di Eracle. L'eroe ritornando dalla Sicilia verso l'Italia per seguire un'altra strada che lo conducesse in Grecia con la mandria di Gerione, uccise incidentalmente un certo Crotone, lo seppellì con tutti gli onori e profetizzò che, in tempi futuri, lì sarebbe sorta una grande città che avrebbe avuto il nome dell'ucciso. La profezia di Eracle si avverò dopo la sua divinizzazione: egli apparve in sogno a uno dei suoi discendenti, l'argivo Miscelo, minacciandolo di terribili punizioni se non avesse guidato un gruppo di coloni in Sicilia per fondarvi una città; e quando gli Argivi erano sul punto di condannare a morte Miscelo per aver contravvenuto alla loro legge contro l'emigrazione, Eracle miracolosamente tramutò tutti i sassolini neri del voto in sassolini bianchi, e Miscelo fu assolto. Gli fu permesso allora di partire a fondare la colonia, e così egli venne a stabilirsi nella regione di Crotone.

MNEMONE: servitore di Achille, incaricato di ricordare all'eroe la predizione della madre Teti. Teti aveva avvertito Achille che semmai egli avesse ucciso "un figlio di Apollo", sarebbe morto per mano di Apollo, davanti a Troia. Infatti un oracolo voleva che Achille dovesse morire di morte violenta se avesse ucciso un figlio d'Apollo, che non fu designato in altro modo. E Mnemone ("Colui che fa ricordare") lo accompagnava al solo scopo di ricordargli ogni giorno la predizione della madre. Ma Achille, allorché vide l'isola di Tenedo e Tenete che scagliava massi dall'alto di un promontorio contro le navi greche, raggiunse la riva a nuoto e senza rifletterci sopra lo uccise trapassandogli il petto. I Greci sbarcarono e saccheggiarono Tenedo. Resosi conto, ma troppo tardi, di quanto aveva fatto, Achille condannò a morte Mnemone che non gli aveva rammentato le parole di Teti. Poi fece a Tenete funerali magnifici e seppellì il cadavere dove ora sorge il suo tempio: nessun flautista vi può mettere piede né vi si può pronunciare il nome di Achille. Achille inoltre uccise Cicno, padre di Tenete, con un colpo alla nuca, il suo unico punto vulnerabile e inseguì la sorella di Tenete, Emitea, che fuggì rapida. L'avrebbe tuttavia raggiunta e violata se la terra aprendosi non l'avesse inghiottita.

MNEMOSINE: nella mitologia greca è una delle dee del ciclo dei Titani, personificazione della Memoria; nella lotta di Zeus contro i Titani stette dalla parte di Zeus. E' ricordata per la prima volta da Esiodo nella Teogonia, dove è detta figlia di Urano e di Gea. Zeus si giacque con lei, nella Pierìa, per nove notti di seguito, e, in capo a un anno, ella gli diede nove figlie, le Muse. E' questa la genealogia ufficiale olimpica, che offuscò del tutto la tradizione più antica che faceva le Muse figlie di Urano e di Gea. Nel culto è sempre associata con le Muse sue figlie; in Atene si facevano in onore di lei libagioni di latte e miele.