MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera S

Stafilo, Stenelo, Stentore, Stenebea.

STAFILO: 1. Figlio di Dioniso e di Arianna, fratello di Enopione, Toante, Latramide, Evante e Tauropoli.
Sposò Crisotemi dalla quale ebbe tre figlie, Molpadia, Reo e Parteno. Stafilo aveva affidato a Molpadia e a Parteno la cura di vigilare sul suo vino, ma le due ragazze s'addormentarono. Mentre dormivano, alcuni porci penetrarono nella cantina e ruppero i vasi di terra cotta contenenti tutta la scorta. Svegliandosi, notarono il disastro e, temendo la collera del padre, fuggirono verso la spiaggia e si buttarono in mare dall'alto delle rocce. Apollo, per pietà, le raccolse mentre cadevano e le trasportò entrambe in città del Chersoneso: Parteno a Bubasto, dove le furono tributati onori divini, e Molpadia a Castabo, dove fu onorata sotto il nome d'Emitea.
Reo, la terza figlia di Stafilo, si giacque segretamente con Apollo, e Stafilo, quando si accorse che era incinta, la chiuse in un cofano che abbandonò alle onde marine. Spinta dalle correnti, approdò sulle spiagge dell'Eubea, dove Reo diede alla luce un bimbo che chiamò Anio in ricordo delle pene sofferte per lui. Apollo in seguito lo elesse suo sacerdote a Delo.
Stafilo figura tra gli Argonauti.

STAFILO: 2. uno dei pastori del re etolo Eneo. Stafilo aveva notato che uno dei montoni del gregge si allontanava spesso e andava a brucare i frutti di una pianta ch'egli stesso non conosceva, e ritornava più vivace. Il pastore raccontò il fatto al re, il quale ebbe l'idea di spremere i grappoli e mescolare il succo con l'acqua del fiume Acheloo. A questo nuovo liquido fu dato il nome del re; il frutto invece prese il nome di "stafilo".
Così fu inventato il vino.

STENELO: 1. Figlio di Capaneo e di Evadne, partecipò alla seconda spedizione tebana (guerra degli Epigoni). Figura fra i pretendenti alla mano di Elena, e, a questo titolo, partecipò in seguito alla guerra di Troia insieme con Diomede. Fu uno dei Greci che si introdussero nel cavallo di legno. Più tardi, dopo il ritorno, accompagnò Diomede in Etolia per rimettere sul trono il re Eneo. Il figlio Comete si unì a Egialea, moglie di Diomede.

STENELO: 2. figlio di Perseo e di Andromeda e re di Argo. Impadronìtosi di Micene e di Tirinto dopo aver esiliato Anfitrione, mandò a chiamare Atreo e Tieste, figli di Pelope, e li installò nella vicina Midea. Pochi anni dopo, morti Stenelo ed Euristeo, un oracolo invitò i Miceni a scegliersi un principe della casa di Pelope perché governasse sulla loro città. Al che i Micenei convocarono Atreo e Tieste e discussero quale dei due dovesse essere incoronato re. Venne nominato re Atreo perché mostrò un grande prodigio con l'aiuto di Zeus e di Eris: quello di mutare il corso del sole e il verso delle Pleiadi in cielo.

STENELO: 3. Figlio d'Androgeo, nipote di Minosse e fratello di Alceo.
Al tempo in cui Eracle partì alla ricerca della cintura d'Ippolita, regina delle Amazzoni, si fermò all'isola di Paro che il re Radamanto aveva lasciato in eredità ad Alceo, figlio di Androgeo; ma vi si erano stabiliti anche quattro dei figli di Minosse. Due degli uomini di Eracle furono assassinati da uno dei figli di Minosse e l'eroe allora, furente, li uccise tutti e quattro e prese con sé Stenelo e Alceo. Al ritorno, l'eroe conquistò l'isola di Taso, ne cacciò i Traci, e la diede come regno a Stenelo e Alceo, che aveva portato con sé da Paro.

STENTORE: uno dei Greci, che partecipò alla guerra di Troia. E' designato da Omero con l'epitetto "dalla voce di bronzo", perché gridava tanto forte da superare cinquanta uomini messi insieme. La sua voce serviva da tromba all'armata ma, dopo aver osato sfidare Ermete a chi urlava più forte, fu sconfitto e ucciso. Dal suo nome trae origine l'espressione "voce stentorea".

STENEBEA: vedi ANTEA.