MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera T

Tartaro, Taso, Taumante, Tauro.

TARTARO: nella Teogonia esiodea è uno dei quattro elementi primordiali del mondo, gli altri erano: Càos, Gea ed Eros. Tartaro appare come la regione più profonda del mondo, posta al disotto degli stessi Inferi. Fra l'Ade (gli Inferi) e il Tartaro vi è la stessa distanza di quella che vi è fra il Cielo e la Terra. Padre di esseri mostruosi quali: i Giganti, Tifone, Echidna, l'aquila di Zeus, che rodeva il fegato a Prometeo, e tanti altri. I Greci chiamarono Tartaro il luogo sotterraneo in cui Urano vi rinchiuse i primi figli avuti da Gea, i Ciclopi Arge, Bronte e Sterope. Ma Gaia, per liberarli, sollevò i Titani contro il loro padre. Crono, il più giovane dei Titani, dopo aver castrato Urano, liberò i Ciclopi per qualche tempo, ma poi li reimprigionò di nuovo. Infine Rea, che era riuscita ad avere la meglio su Crono e a salvare Zeus, venne vendicata, perché Zeus adulto sconfisse Crono e liberò definitivamente i Ciclopi che divennero i suoi fabbri e realizzarono per lui le folgori. Essi aiutarono Zeus nella lotta contro i Titani e i Giganti. Fu allora la volta dei Titani, i quali furono fatti sprofondare nel Tartaro da Zeus, aiutato dai suoi fratelli Ade e Poseidone.
Il Tartaro resta un luogo temuto dagli Olimpici; se uno di essi si opponeva al comando di Zeus, questi minacciava di imprigionarvelo. Infatti, quando Apollo uccise i Ciclopi a frecciate, per vendicare la morte di suo figlio Asclepio, poiché essi erano stati gli artefici della folgore che Zeus usò per ucciderlo, il dio sommo pensò di punirlo precipitandolo nel Tartaro, ma, grazie alle preghiere di Latona, acconsentì a mitigare il castigo e lo condannò a servire re Admeto per un anno in qualità di bovaro. Nel Tartaro furono fatti sprofondare gli Aloadi, Oto ed Efialte, e anche Salmoneo, figlio d'Eolo e d'Enarete, il quale si era messo in testa d'imitare Zeus che, irritato per la sua empietà, lo fulminò. A poco a poco, il Tartaro fu confuso con gli Inferi propriamente detti, e vi si pose il luogo in cui erano messi al supplizio i grandi criminali. Esso si oppone ai Campi Elisi, soggiorno dei Beati.

TASO: eroe eponimo dell'isola di Taso, figlio di Agenore e di Telefassa (altrimenti detta Argiope), fratello di Cadmo, Fenice, Cilice, Fineo ed Europa.
Zeus, infiammato d'amore per la bellezza d'Europa, la rapì sulla spiaggia di Sidone, o di Tiro, e giunto su una spiaggia cretese, nei pressi di Gortino, la violentò in un boschetto di salici accanto a una fonte; o come altri dicono, sotto platani, che, in ricordo di tali amori, conservarono il privilegio di non perdere mai le loro foglie. Agenore mandò i suoi figli in cerca della sorella, con l'ordine severissimo di non tornare senza di lei. Subito essi alzarono le vele e si diressero in tre diverse direzioni. Taso e i suoi compagni, direttisi prima a Olimpia, dedicarono colà una statua di bronzo a Eracle tirio; poi colonizzarono l'isola di Taso e sfruttarono le sue ricche miniere d'oro. Tutto ciò accadde cinque generazioni prima che nascesse in Grecia Eracle, figlio di Anfitrione.

TAUMANTE: figlio di Ponto (il Mare) e della Madre Terra, fratello di Nereo, Forcide, Ceto ed Euribia. Si unì alla figlia d'Oceano, Elettra, e le diede alcune figlie: le Arpie e Iride. Nella tradizione omerica le Arpie erano simili ai venti di tempesta come indicano i loro nomi: Aello ("urlo"), Ocipe ("volo veloce"), Celeno ("oscurità") e Podarge ("piè veloce"). Esse agguantano i criminali perché siano puniti dalle Erinni, e vivono in ua grotta nell'isola di Creta. La dea Iride simboleggia l'arcobaleno, il tramite fra la Terra e il Cielo, fra gli uomini e gli dèi. E' incaricata, come Ermete, di portare messaggi, ordini o consigli degli dèi. E' più particolarmente al servizio di Zeus, e soprattutto di Era.

TAURO: 1. Principe di Cnosso che guidò una spedizione di Elleni di Creta in Fenicia contro Tiro, durante l'assenza di Agenore e dei suoi figli. Si impadronì della città e si portò via molti prigionieri, tra i quali Europa, figlia di Agenore. Questo evento viene ancora ricordato nella 'infausta notte' che si celebra a Tiro. Tauro viene considerato il fondatore della città cretese di Gortino ed il padre di Minosse.

TAURO: 2. Capo degli eserciti di Minosse e uomo crudele e arrogante. Egli vinceva sempre i giochi istituiti in onore del figlio morto di Minosse, Androgeo, portandosi via tutti i giovanetti e le fanciulle in palio. I giovani inviati da Atene, come tributo per la morte di Androgeo, non erano - si diceva - messi a morte da Minosse, ma proposti come premio ai giochi. Essi, secondo i Cretesi, venivano custoditi nel Labirinto in attesa dei giochi funebri. Tauro aveva violentemente maltrattato i giovani da lui conquistati e aveva tradito la fiducia di Minosse poiché, a quanto si diceva, egli ebbe una relazione adulterina con Pasifae, protetta dalla connivenza di Dedalo; uno dei gemelli nati da quella unione gli assomigliava come una goccia d'acqua. Minosse, dunque, concesse con piacere a Teseo il privilegio di combattere contro Tauro. Nell'antica Creta anche le donne assistevano ai giochi e Arianna, figlia di Minosse, s'innamorò di Teseo quando lo vide per ben tre volte piegare le spalle del suo avversario fino a terra. Anche Minosse fu molto soddisfatto dell'esito del combattimento, consegnò i premi a Teseo e lo accettò come genero, rinunciando per sempre ad imporre quel crudele tributo ad Atene. Proprio per vendicarsi di Tauro, Teseo avrebbe intrapreso la spedizione a Creta.