MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera A

Antigone, Antiloco.

Antigone: 1. figlia di Edipo e di Giocasta (o Epicasta), sorella di Ismene, Eteocle e di Polinice. La versione più nota della sua storia è quella riportata da Sofocle nelle sue tragedie Edipo a Colono e Antigone; ma esiste anche un'altra versione alla quale fa riferimento Euripide in una sua tragedia che non ci è stata tramandata.
Quando Edipo venne a sapere da Tiresia del suo incesto con la madre Giocasta, questa si impiccò per la vergogna e per il dolore, mentre Edipo si accecò con uno spillo tolto dalle vesti della regina e giurò d'abbandonare la sua città e la sua famiglia perché maledetta dagli dei. Antigone seguì nell'esilio il padre e gli fece da guida nel suo vagabondare di paese in paese. Sulla morte di Edipo esistono due versioni contrastanti. Secondo Omero egli morì gloriosamente in battaglia. Secondo Apollodoro e Igino fu esiliato da Creonte, fratello di Giocasta, membro della reale stirpe di Cadmo, e vagò come un mendicante cieco nelle città della Grecia, finché giunse a Colono nell'Attica, dove le Erinni che colà avevano un bosco sacro, lo perseguitarono e lo spinsero alla morte. Teseo seppellì il suo corpo nel recinto delle Venerande ad Atene, piangendolo al fianco di Antigone.
Perduto che ebbe così il padre, Antigone fece ritorno a Tebe, dove visse con la sorella Ismene. Qui una nuova prova l'aspettava. Nella guerra dei Sette, i suoi due fratelli, Eteocle e Polinice, si trovavano a combattere in campi avversi: il primo nell'esercito tebano, il secondo nell'esercito che attaccava la sua patria. Durante i combattimenti sorti davanti alle porte di Tebe, Eteocle e Polinice si affrontarono in un ultimo duello e si ferirono mortalmente a vicenda. Il re Creonte, che era lo zio di Polinice, di Eteocle e delle giovani, fece celebrare con tutti gli onori i funerali di Eteocle, mentre ordinò che fosse lasciato insepolto il corpo di Polinice che considerava un traditore e un ribelle. Antigone non volle obbedire a quest'ordine che riteneva empio, e sparse sul corpo di Polinice una manciata di polvere, gesto rituale sufficiente ad assolvere l'obbligo religioso. Pe questa trasgressione Creonte la fece murare viva in un sotterraneo, con acqua e cibo per non essere così il diretto responsabile della sua morte. Emone, figlio di Creonte e promesso sposo di Antigone, cercò di difenderla davanti al padre, ma fu inutile. Qualche tempo dopo, l'indovino Tiresia si recò da Creonte annunciandogli di aver avuto presagi di maledizione ordinando di seppellire i morti e di disseppellire i vivi.
Così Creonte diede sepoltura a suo nipote Polinice e si recò nel sotterraneo dove aveva rinchiuso Antigone scoprendo che si era nel frattempo impiccata. Emone lo maledisse, tentò di ucciderlo e infine si pugnalò. A questa notizia, Euridice, moglie di Creonte, si diede la morte. Questa la versione di Sofocle; Euripide dà un'altra versione che conosciamo solo per grandi linee. Creonte avrebbe ordinato a Emone di seppellire viva Antigone, poiché una donna fidanzata o sposata doveva essere punita dal marito. Emone si finse pronto a fare quanto gli era stato detto, ma invece sposò Antigone in segreto e la mandò a vivere tra i pastori. Essa gli generò un figlio che molti anni dopo giunse a Tebe e prese parte a certi agoni funebri; Creonte, che era ancora re di Tebe, scoprì la sua identità dal segno del serpente che il figlio di Emone, come tutti i discendenti di Cadmo, recava sul corpo, e lo condannò a morte. Eracle intercedette in suo favore, ma Creonte fu irremovibile. Emone allora uccise Antigone e se stesso.

Antigone: 2. Figlia di Eurizione, re di Ftia, in Tessaglia. Fu data in sposa a Peleo che, esiliato da Egina per aver ucciso il fratellastro Foco, aveva cercato riparo presso Eurizione, il quale lo purificò dal suo delitto e gli diede in dono un terzo del suo regno. Antigone diede a Peleo una figlia, Polidora, la quale andò in sposa a Boro, figlio di Periere. In seguito, Peleo partecipò con Eurizione alla caccia del cinghiale calidonio e, per errore, uccise il suocero. Si rifugiò allora a Iolco, alla corte d'Acasto, che lo purificò. Qui Astidamia, la moglie d' Acasto, si innamorò di lui e gli chiese un appuntamento, ma egli non cedette al suo desiderio. Allora, per vendicarsi, ella inviò ad Antigone un messaggio per informarla che Peleo stava per sposare la figlia di Acasto, Sterope. Antigone, disperata, s'impiccò.

Antigone: 3. Figlia di Laomedonte, re di Troia, e sorella di Priamo. Orgogliosa della sua capigliatura, sostenne di averla più bella di quella di Era. Adirata, la dea la punì, trasformando le ciocche dei capelli di Antigone in serpi. Gli dei ne ebbero pietà e la trasformarono in cicogna, e da allora le cicogne vanno a caccia di serpi.

Antiloco: figlio maggiore di Nestore, re di Pilo, e di Anassibia (o Euridice). Poco dopo la sua nascita era stato abbandonato sul monte Ida da sua madre, e colà fu allattato da una cerbiatta. Poiché era troppo giovane per salpare dall'Aulide all'inizio della guerra di Troia, seguì, alcuni anni dopo, l'esercito greco nella Troade e pregò Achille di placare la collera di Nestore, irato per l'inatteso arrivo del figlio. Achille, compiaciuto per l'entusiasmo che Antiloco dimostrava, si assunse l'incarico di paciere e Nestore presentò infine il figlio ad Agamennore. Antiloco era uno dei guerrieri più giovani, belli, agili e animosi che combatterono nell'esercito greco dinanzi a Troia. Amico intimo di Achille, Antiloco annunciò all'eroe la morte di Patroclo. Partecipò ai giochi funebri in onore di Patroclo; consigliato da suo padre Nestore, commise una scorrettezza durante la corsa dei cocchi e, sorpassando Menelao, riuscì ad arrivare secondo. Di fronte alle rimostranze di quest'ultimo, Antiloco si scusò e restituì il secondo premio. Fu uno dei protagonisti della corsa a piedi.
Mentre coraggiosamente accorreva in aiuto del suo vecchio padre al quale Paride aveva ferito uno dei cavalli e l'auriga non riusciva più a controllare la pariglia inbizzarrita, venne ferito a morte da Memnone. Fu subito vendicato da Achille che ne disperse l'esercito fino alle porte Scee dopo averlo ucciso. Nestore era stato avvertito da un oracolo che bisognava proteggere Antiloco dagli Etiopi e incaricò dunque Calione di stargli sempre accanto; ma invano.
Le ossa di Antiloco giacciono ora accanto a quelle dei suoi amici, Achille e Patroclo, e si dice che la sua ombra si è unita a quelle di Achille e di Patroclo nei campi degli asfodeli, nell'isola Bianca.