MITOLOGIA GRECA E ROMANA


Mitologia, lettera S

Sterope, Stige.

STEROPE: 1. Figlia di Atlante e di Pleione, sposò Ares dal quale ebbe un figlio, Enomao, che altri invece lo dicono figlio dell'eroe Iperoco. Ma un'altra tradizione voleva ch'ella avesse sposato lo stesso Enomao, dal quale avrebbe avuto tre figli, Leucippo, ippodamo e Disponteto, fondatore di Disponzio; e una figlia, Ippodamia, la quale sposò Pelope.

STEROPE: 2. uno dei tre Ciclopi, figlio di Urano e di Gea, e fratello di Arge e Bronte. Urano li imprigionò nel Tartaro. Crono li liberò per qualche tempo, ma poi li reimprigionò nel Tartaro. Infine Zeus sconfisse Crono e liberò i Ciclopi che divennero i suoi fabbri e realizzarono per lui le folgori, il tridente per Poseidone e l'elmo dell'invisibilità per Ade. Apollo li uccise per vendicare la morte di suo figlio Asclepio, poiché erano responsabili d'aver forgiato la folgore che Zeus usò per togliergli la vita. Le loro ombre vagano nelle caverne del vulcano Etna.

STEROPE: 3. Figlia di Portaone e d'Eurite, era sorella di Eneo, Agrio, Alcatoo, Mela e Leucopeo. Sterope sposò il dio-fiume Acheloo, al quale generò le Sirene. Esse erano: Pisinoe, Aglaope e Telsiepia, una suonava la lira, l'altra cantava e l'ultima suonava il flauto; con il loro canto inducevano i naviganti a sfracellarsi contro gli scogli. Secondo un'antica profezia se una nave fosse riuscita a passare accanto alla loro isola senza soccombere, le Sirene avrebbero dovuto tuffarsi nel mare e annegare, ma stranamente questa condizione si verificò due volte. La prima volta Orfeo, sulla nave Argo, passò coprendo il loro canto con la sua musica e solo Bute le udì e si tuffò, ma Afrodite gli salvò la vita. Poi toccò a Odisseo di passare accanto all'isola delle Sirene, ma grazie al consiglio di Circe aveva tappato le orecchie dei suoi marinai con la cera e si era fatto legare all'albero della nave.

STEROPE: 4. Figlia di Cefeo re di Tegea. Allorché Eracle decise di organizzare una spedizione contro il figlio d'Ippocoonte, a Sparta, chiese alleanza a Cefeo che aveva venti figli. Ma Cefeo temeva che, lasciando la città, gli uomini di Argo ne approfittassero per invadere il suo territorio. Per convincerlo, Eracle gli affidò una ciocca dei capelli della Gorgone, rinchiusa in un vaso di bronzo. Era un regalo d'Atena. Eracle gl'insegnò che, durante la sua assenza, se i nemici avessero attaccato la città, sua figlia Sterope avrebbe dovuto sollevare in alto e agitare per tre volte la ciocca magica sulle mura della città. Se lei avesse avuto la precauzione di non guardare alle sue spalle, il nemico si sarebbe dato alla fuga. Cefeo si lasciò convincere e partì in guerra contro Sparta.

STEROPE: 5. Figlia di Acasto, re di Iolco, e d'Astidamia. Allorché Peleo uccise accidentalmente, nella caccia al cinghiale calidonio, il suocero Eurizione, si recò da Acasto per farsi purificare. Astidamia, moglie d'Acasto, che s'era innamorata dell'eroe, inviò ad Antigone, moglie di Peleo, un messaggio informandola che Peleo voleva sposare la giovane Sterope, figlia di Acasto. Disperata, Antigone s'impiccò.

STIGE: fiume degli Inferi, secondo l'immaginazione dei Greci.
Si avvolgeva più volte intorno al regno di Ade, e per passarlo bisognava usare della barca di Caronte. Il fiume aveva la sua divinità nella ninfa omonima, figlia della Notte e di Erebo, oppure di Oceano e di Teti, ricordata da Esiodo nella Teogonia. Nell'Oltretomba, Stige viveva in un palazzo con splendide colonne d'argento. Sposò il titano Pallante a cui generò Bia ("forza"), Crato ("potere"), Zelo ("emulazione") e Nike ("vittoria"). Durante la lotta di Zeus contro Crono e i Titani fu la prima a correre in aiuto del dio e i suoi figli si distinsero per valore nella campagna vittoriosa. Zeus, in segno di ricompensa, li nominò suoi aiutanti e stabilì che un giuramento fatto alle acque dello Stige non potesse essere cancellato nemmeno dagli dèi. Tutte le volte che un dio prestava giuramento, Iride riempiva una giara con l'acqua dello Stige e la riportava nell'Olimpo, come "testimone" del giuramento. Chi rompeva questo giuramento veniva colto da uno stupore catatonico per un "grande anno" (nove anni solari) e poi veniva esiliato dall'Olimpo per altri nove "grandi anni". Il fiume, dall'oceano e dal monte Chelmo in Arcadia, scendeva nel Tartaro, poi si divideva in rami minori e girava per nove volte intorno al regno di Ade. La sua acqua passava per avere proprietà magiche, e proprio in questo fiume Teti avrebbe tuffato il neonato Achille, per renderlo invulnerabile; ma aveva dovuto reggerlo per il tallone, che era quindi rimasto la sola parte mortale dell'eroe.
Il mito dello Stige, perpetuatosi presso i posteriori scrittori greci e latini, fu in ultimo raccolto da Dante. Particolare importanza aveva nella tradizione classica il giuramento sulle acque dello Stige, che gli dèi facevano per dare speciale solennità alle loro promesse.
Stige immortale fu la prima che giunse in Olimpo insiem coi figli suoi, secondo il volere del padre. E Zeus l'onorò, le diede larghissimi doni, fece che il nome suo fosse giuro solenne ai Celesti, e che i suoi figli sempre vivesser dov'egli viveva... (Esiodo, Teogonia, 389 segg.).